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08/03/2016

Rosa Balistreri - La voce della Sicilia

Alle ore 20:30 Villa Coglitore-Galioto, Via Palagonia n. 141 - BAGHERIA


06/03/2016

visita guidata a Roccavaldina , l'antica farmacia e il castello De Spucches

DOMENICA 6 MARZO Ci recheremo a Roccavaldina, paesino di 1150 abitanti, prospiciente il Mar Tirreno, a 30 km da Messina. Guidati da giovani del luogo, visiteremo dapprima il Museo dell’Antica Farmacia. La collezione è composta da 238 vasi, suddivisi in anfore, albarelli grandi, medi e piccoli, fiasche e brocchette. Su molti di essi sono dipinte scene bibliche mitologiche e storiche tratte da originali bozze degli affreschi di Raffaello nelle Logge Vaticane. Visiteremo quindi il castello che si trova al centro del piccolo paese, di cui un tempo rappresentò il simbolo del potere feudale e che prende il nome da esso o dalla famiglia De Spucches, che lo ebbe in concessione feudale. La sua posizione geografica - arroccato sullo scoscendimento di una collina - ne fa uno splendido punto di osservazione del territorio circostante: alle sue finestre lo sguardo può spaziare dalla piana di Milazzo verso il golfo fino a perdersi all'orizzonte nel suggestivo scenario delle isole Eolie, che si scorgono nitide nelle giornate più limpide. Ancora oggi si distinguono nettamente le due parti del maniero: il castello, nella parte anteriore, caratterizzato dall’essenzialità, un modulo di chiara tipologia militare dalla planimetria interna rigidamente simmetrica, spoglio di ogni apparato residenziale ed il palazzo baronale con caratteristiche abitative, addossato sul retro. Dopo la sosta pranzo in trattoria, lungo la via del ritorno, lasceremo per un paio di ore l’autostrada Messina – Catania, per raggiungere il paesino di Alì, piccolo centro posto a 450 m di quota, dove, a discapito dei neanche 1000 abitanti, sorge una grandiosa chiesa dei primi del Seicento, intitolata a S. Agata, insignita del titolo di Duomo. Appuntamento alle 7.30 al Bar Ottagono di Mascalucia e quindi alle 8.00 a Piazza G. Verga. Il ritorno è previsto per le 19 circa. . Compatibilmente con la rimanenza di posti, è possibile prenotare fino alla sera di giovedì 3 marzo, scrivendo alla casella mail catania@siciliantica.it - L’appuntamento è valido con qualsiasi tempo. Il presidente della Sede di Catania (Francesco Perticone)


06/03/2016

visita guidata a Caltabellotta

6 marzo 2016 PROGRAMMA DELLA GIORNATA: Adagiata sul Kratas, un lembo meridionale dei Monti Sicani, sorge una delle più antiche città della Sicilia: Caltabellotta. La sua posizione straordinariamente forte ha fatto di questa cittadina montana un punto strategico rilevante che l’ha resa protagonista, per oltre duemila anni, della storia di tutto il territorio che va dal fiume Platani.Divenuta leggendaria per aver resistito a cinque anni di assedio, venne annoverata tra le più famose acropoli dell’antichità, insieme alle coeve Micene, Pergamo di Troia e Cadmea di Tebe. La città raggiunse un elevato sviluppo nel VI sec. a.C. ma, a seguito della sua ellenizzazione, dovette cambiare il suo nome sicano Inycon, ricordato per l’ultima volta da Erodoto e da Platone (V sec. a.C.), in quello greco di Triokala, citato per la prima volta da Filisto di Siracusa (V sec. a.C.) Subentrati gli Arabi (860-1091) il borgo adottò il nome Qalat al Balat, fortezza costruita sulle balate, cioè sulla pietra spianata (Edrisi), da cui l’odierna Caltabellotta. Oggi Caltabellotta non è più titolare di quel potere politico ed amministrativo che un tempo appartenne alla capitale del regno sicano di Cocalo, ma ha conservato il privilegio di poter dominare (virtualmente) dall’alto del suo Castello Luna tutti i centri urbani che nelle serene notti d’estate, con i loro brillanti luccichìi, segnalano l’area e i confini entro i quali un tempo si ergevano i suoi imponenti castelli. ore 6,00 punto raduno a Caltagirone c/o il PIAZZALE del TRIBUNALE Falcone - Borsellino (si raccomanda vivamente la puntualità: 6.15 in ogni caso partenza) ore 9,30 arrivo a CALTABELLOTTA, incontro con la guida ed inizio vista città Necropoli Sicana (22 tombe a grotticelle, di origine preistorica.) Grotte di San Cono Complesso di grotte abitate sin dal periodo sicano e circondate da una miriade di tombe a grotticella), Ruderi della chiesa di San Benedetto, Altare sacrificale del Dio Kronos (E’ un altare a doppia scalinata usato in età greca e romana), Il Castello e la Torre Normanna Sotto l'imponente mole dell'alta rupe (m. 950) che domina l'abitato, l'ultimo malinconico avanzo del castello normanno, edificato sui resti di un precedente fortilizio arabo, La Badia, antico monastero delle benedettine di Santa Maria di Valverde ,U irtusu (Apertura naturale nella roccia che mette in comunicazione, nella parte più alta, il versante nord con quello sud del paese, Il Palazzo Bona (Il più importante palazzo nobiliare di Caltabellotta ore 13,00 Pranzo in ristorante. ore 15.00 Continua visita di Caltabellotta, Chiesa della Matrice (Cattedrale) (fondata da Ruggero normanno sin dal 1061),Chiesa del San Salvatore ( chiesetta di fondazione Normanna) Chiesa del Collegio (recentemente restaurata, offre da vedere numerose opere d'arte al suo interno) Chiesa dell'Itria La Chiesa dell’Itria sorge nel cuore del centro storico di Caltabellotta e presumibilmente il suo primo impianto si può far risale tra la fine del Cinquecento. ore 18.00 circa partenza per rientro a Caltagirone il presidente SERGIO ANFUSO Il Programma Potrebbe Subire Alcune Modifiche secondo indicazioni delle guida e del tempo. info e prenotazioni : caltagirone@siciliantica.it


26/02/2016

Agata Sandrone Presidente della nuova sede di SiciliAntica di Isola delle Femmine

Gli scopi associativi e gli alttri membri della nuova sede


24/02/2016

Conferenza dal titolo: "Per forza o per fede, Storie di conversioni dall'ebraismo al cristianesimo a Bisanzio alla fine del IX secolo".

Seminario su Arte e Cultura Ebraica in Sicilia


22/02/2016

S.O.S. Sicilia , patrimonio culturale in via di estinzione ?

La domanda sorge spontanea se, da qualche tempo a questa parte, digitando “Beni culturali siciliani” nei motori di ricerca più noti e diffusi del web, si trovano innumerevoli articoli che denunciano il gravissimo stato di degrado del patrimonio culturale siciliano (che non risparmia nessuna area dell’Isola) e nei quali viene data voce sia ad esponenti di spicco del mondo della cultura e della politica, sia a diverse Associazioni di volontariato che da sempre hanno a cuore il futuro delle testimonianze del nostro passato. Anche SiciliAntica, un’Associazione culturale che da vent’anni opera nel territorio siciliano per la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali isolani, ha affrontato il problema in numerose occasioni, tentando peraltro di dialogare con le Istituzioni Regionali preposte, proponendo soluzioni che non hanno mai ricevuto alcun riscontro concreto. Di recente l’Associazione ha presentato una petizione al Parlamento Europeo (si può leggere il testo collegandosi al sito web www.siciliantica.eu) per chiedere un suo urgente intervento sulla vexata quaestio e, nel documento, sono state elencate alcune criticità (Tempio di Segesta, Castello Svevo di Augusta, Duomo Normanno di Naro, Castello di Lombardia di Enna, Teatro Greco di Taormina, Torre di Isola delle Femmine, castelluccio di Gela, siti archeologici di Sofiana (Mazzarino), di Vassallaggi (San Cataldo), di Gibil Gabib (Caltanissetta), Villa romana del Tellaro a Noto), estrapolate da una lunga lista, che attestano una situazione veramente deprecabile, divenuta ormai intollerabile. SiciliAntica ha anche denunciato lo stato di degrado, incuria e cattiva amministrazione in cui versano i sei siti UNESCO siciliani (Valle dei Templi di Agrigento, Villa romana del Casale di Piazza armerina, Pantalica, Val di Noto e isole Eolie) abbandonati all’aggressione continua, al disinteresse, alle inadempienze, al mancato rispetto degli impegni presi, al vuoto progettuale e di proposta per salvare e valorizzare questi patrimoni unici, che il mondo ci invidia. Purtroppo, uno di questi “gioielli”, il Castello di Augusta, è stato posto recentemente sotto sequestro dalla Procura di Siracusa, a seguito della denuncia di Italia Nostra, perché, secondo l’autorità giudiziaria, "i mancati interventi, relativi ai pericoli di crollo della struttura" hanno creato "un grave rischio per l'incolumità pubblica". Gli specialisti della Soprintendenza avevano più volte evidenziato, in maniera qualificata, che le lesioni esterne della struttura "sono dovute all'omissione dei lavori necessari che costituiscono la causa del deterioramento", ma la Regione non è mai intervenuta per mettere in sicurezza l’immobile. La denuncia, rileva la Procura di Siracusa, è "stata riscontrata" dagli accertamenti dei Carabinieri, delegati alle indagini. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta e quattro dirigenti regionali sono indagati per omissione di atti d'ufficio, danneggiamento del patrimonio archeologico, storico e artistico e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina. Ma “la ciliegina sulla torta” in questo quadro che possiamo definire disastroso è la notizia, recente anche questa, che l’ARS ha approvato in bilancio una spesa per manutenzione e spese ordinarie pari a 3,5 milioni di euro per siti e musei (110 in tutto). Un investimento risibile che rende impossibile la gestione ordinaria, per non parlare della tanto sbandierata “valorizzazione” per la quale, manco a dirlo, non rimane neanche un euro. Questa è l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che, nonostante i ripetuti allarmi lanciati da più parti, il Governo Regionale continua a non rispondere e sembra non preoccuparsi assolutamente di quello che accade e che potrebbe accadere ai “tesori” della nostra Isola in un futuro prossimo, se non si corre subito ai ripari. Volere è potere: non è la mancanza di risorse, non è la mancanza di personale e non è neanche l’assenza di soluzioni e progetti che sta portando il patrimonio culturale siciliano verso “l’estinzione”, ma è soltanto il totale disinteresse dei nostri governanti verso un settore che dovrebbe essere trainante per la zoppicante economia isolana . Simona Modeo Presidente SiciliAntica


19/02/2016

Visita guidata a Firenze

Programma in pdf scaricabile


18/02/2016

Beni Culturali e Impresa

BENI CULTURALI & IMPRESA Questo è il titolo del progetto pluriennale, iniziato nello scorso anno scolastico, che quest’anno vede impegnati gli alunni del primo biennio dell’istituto Tecnico Economico “G. Russo” di Paternò diretto dalla Dott.ssa Concetta Centamore. Il progetto, coordinato dalla referente ai Beni Culturali prof.ssa Carmela Ligresti, si svolge in sinergia con la Soprintendenza ai BB.CC.AA. e Identità Siciliana - Unità Operativa 5 Archeologica di Catania nella persona del funzionario archeologo Dott.ssa Michela Ursino -, la Presidenza Regionale dell’Associazione SiciliAntica rappresentata dal Responsabile Regionale Giovani dell’Associazione Giuseppe Barbagiovanni, il Comune di Paternò, nelle persone del Sindaco Prof. Mauro Mangano, dell’Avv. Valentina Campisano assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione. Il progetto si propone di realizzare un percorso formativo curriculare che accompagni gli alunni, dalla prima alla quinta classe dell’Istituto, verso una conoscenza più approfondita e concreta delle nostre radici storiche, al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale, nel rispetto delle leggi. Quest’anno le attività inizieranno in maniera singolare, visto l’improvviso risveglio delle Salinelle dei Cappuccini a Paternò. Giovedì 18 c.m., alle nove in punto, 250 ragazzi del biennio dell’Istituto Tecnico Economico “G. Russo” di Paternò, accompagnati dai loro docenti, si recheranno presso la collina di San Marco per un’escursione molto particolare, guidati dal Presidente Prof. Mimmo Chisari e dai soci della locale sede di SiciliAntica. Gli studenti, armati di scarponi, zaini, macchine fotografiche e tanta voglia di apprendere, visiteranno i luoghi che destarono stupore già dalla metà del XVIII sec., così come risulta dalla preziosa testimonianza del viaggiatore francese Jean Houel, il quale, visitando l’area, scrisse: “Le sorgenti sono molto più ricche di acqua d’estate che di inverno e sempre durante questo periodo esse depositano una maggiore quantità di sale, questo è così abbondante che gli abitanti lo raccolgono…” e proseguendo nelle sue annotazioni, si meraviglia come “tante acque abbiano acquisito qualità diverse e come un terreno così limitato possa racchiudere elementi tanto differenti come gesso, alabastro, bitume, sale, ferro, argilla e zolfo…le persone che abitano nei pressi di queste sorgenti mi hanno assicurato che le loro acque hanno qualità particolari per la tintura e che essi le impegnano per questo”. In effetti egli si riferiva alla concentrazione di tre differenti tipi di sorgenti in quest’area: sorgenti di normale acqua potabile, sorgenti di acqua carbonizzata e sorgenti di acqua carbonizzata e fango, tutte concentrate in un’area di 30.000 metri quadrati; questo fenomeno naturale, infatti, è unico nell’intera regione etnea. Nel volume “Il Museo Gaetano Savasta e le aree archeologiche del territorio di Paternò”, Laura Maniscalco afferma che la facilità di accesso a risorse importanti come il sale, l’acqua calda e l’argilla, probabilmente furono la motivazione per la scelta di questo sito come insediamento antropologico fin dal neolitico ed è la ragione per cui questa zona è stata frequentata per millenni dalla comunità indigena. Il tour culturale partirà dal museo “Gaetano Savasta” sezione etnoantropologica, dove i ragazzi potranno conoscere il passato osservando i vecchi attrezzi utilizzati dai nostri avi prima dell’avvento della meccanizzazione, utensili di un tempo che hanno aiutato gli artigiani dell’epoca a forgiare capolavori intramontabili. Al museo "Gaetano Savasta" le attività vedranno la partecipazione delle "Piccole Guide Marconine", giovanissimi studenti delle classi terze di scuola secondaria di I grado dell'I.C. "Marconi" di Paternò. Successivamente essi si sposteranno presso la Fonte Maimonide, caratterizzata per l’incessante “ebollizione” dell’acqua dovuta all’abbondante presenza di anidride carbonica in forma gassosa libera e al contenuto di minerali composti del ferro e del magnesio che, precipitando, danno origine a sedimenti giallo-rossastri. Da ciò deriva l’appellativo di “acqua grassa”. Visiteranno poi un’altra sorgente, questa volta di acqua potabile, detta “Monafria” collegata alla “Luppinarè”, luogo dove si producono ancora oggi i lupini salati, vanto e orgoglio paternese, venduti in tutto il circondario. Con un procedimento particolare che ha bisogno di un’enorme quantità d’acqua corrente per togliere tutto l’amaro contenuto all’interno di essi, i semi sono immersi nell’acqua per due giorni, successivamente vengono bolliti in enormi “quadaroni” di rame e reimmersi nuovamente in acqua per almeno altri due giorni. Infine, salati e confezionati, sono pronti per la vendita. Si passerà poi alla visita delle ultime sorgenti, questa volta di acqua fangosa, le così dette “salinelle dei Cappuccini”. Nell’articolo scientifico “I vulcani di fango di Paternò e Belpasso, sul basso versante sud-occidentale etneo”, gli autori Pietro Carveni e Santo Benfatto scrivono: “si tratta di edifici troncoconici con cratere centrale o delle cavità sub-circolari, originati dall'esistenza nel sottosuolo di gas naturali sotto pressione, che tendono a sfuggire attraverso rocce permeabili e/o discontinuità litologiche e/o strutturali, trascinando nel loro movimento fango, frammenti litici e idrocarburi. La genesi dei fanghi è da attribuire al passaggio di acqua attraverso formazioni argillose, con conseguente stemperatura delle argille; a seconda della densità, possono formarsi edifici a tronco di cono dalle pendici più o meno inclinate, colate di fango o depressioni subcircolari. Le acque, spesso ipersaline, danno luogo a incrostazioni di sali, da cui il toponimo di salinelle o salse che viene utilizzato in alcune località interessate da tali fenomeni”. Ultimo sito che sarà visitato dai ragazzi è l’area archeologica della collinetta di San Marco, dove - passeggiando su un tappeto di cocci archeologici - i giovani potranno osservare il sito preistorico oggetto di una serie di importanti scavi condotti dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania, che hanno permesso di identificare un insediamento preistorico - purtroppo in parte distrutto da sbancamenti operati pochi anni orsono - con strutture comprese tra l’età neolitica e l’età del bronzo. Inoltre, grazie alla gentile concessione dei proprietari Sigg. D’Amore, nell’area archeologica gli studenti avranno l’opportunità di visitare il sito dell’antico edificio termale datato tra il I e II sec. d.C., scoperto sulla sommità del promontorio della collina. Nelle terme si utilizzava il fango delle salinelle, già elemento della farmaceutica antica, sia per le sue specifiche virtù sia come base associata ad altri componenti. Gli alunni avranno la possibilità di poter rivolgere i loro quesiti agli esperti presenti e di scattare fotografie, per raccogliere documenti da utilizzare successivamente a partire dal 3° anno di corso, secondo le specificità degli indirizzi attivi nell’istituto, misurandosi nella realizzazione di uno o più modelli di impresa, che coniughino cultura e business, per la valorizzazione socio-culturale ed economica del territorio e dei suoi abitanti. Con le medesime finalità di valorizzazione del territorio e delle sue risorse, nel prossimo mese di giugno partirà un progetto laboratoriale didattico, coordinato dalla prof.ssa Maria Pia Scuderi, che vedrà impegnati gli studenti delle classi terze e quarte in attività di conoscenza, studio e salvaguardia del patrimonio archeologico della collina di San Marco. L’APAS di Paternò contribuirà, attraverso i propri volontari, alla sicurezza e all’assistenza sanitaria degli studenti impegnati nel percorso, mettendo anche a disposizione mezzi e attrezzature per gli allievi con difficoltà di deambulazione. Mauro Mangano Sindaco di Paternò Concetta Centamore Dirigente Scolastico I.T.E. “G. Russo” Paternò Giuseppe Barbagiovanni Responsabile Regionale Giovani SiciliAntica PS. Per ulteriori informazioni contattare Giuseppe Barbagiovanni cel. 368 663044


16/02/2016

Seminario : Termini Imerese nella Preistoria

Leggi il programma dei seminari


14/02/2016

Altavilla Milicia Visita guidata al Museo del Santuario Domenica 14 Febbraio 2016

Nell'ambito del Seminario di Etnoantropologia


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