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15/03/2016

"Verso un'antropologia della contemporaneità"

Si conclude con una lezione su antropologia e contemporaneità il seminario "Incontri di Etnoantropologia. Sacro e Profano. Riti e Miti in Sicilia", organizzato dall'Associazione SiciliAntica, dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo e in collaborazione con il Museo delle Marionette.


12/03/2016

Presentazione del libro di Ignazio Messana : "LONGARICO Al-QAMAH ALCAMO" viabilità, epigrafi e simboli del primo cristianesimo.

Sabato 12 Marzo alle ore 18 presenta nella Sala Congressi Don Rizzo, Alcamo


11/03/2016

Relazione dal titolo: "Tracce di presenze ebraiche a Cefalù e nelle Madonie" tenuta da Liborio Asciutto

Seminario su Arte e Cultura Ebraica in Sicilia


08/03/2016

Rosa Balistreri - La voce della Sicilia

Alle ore 20:30 Villa Coglitore-Galioto, Via Palagonia n. 141 - BAGHERIA


06/03/2016

visita guidata a Caltabellotta

6 marzo 2016 PROGRAMMA DELLA GIORNATA: Adagiata sul Kratas, un lembo meridionale dei Monti Sicani, sorge una delle più antiche città della Sicilia: Caltabellotta. La sua posizione straordinariamente forte ha fatto di questa cittadina montana un punto strategico rilevante che l’ha resa protagonista, per oltre duemila anni, della storia di tutto il territorio che va dal fiume Platani.Divenuta leggendaria per aver resistito a cinque anni di assedio, venne annoverata tra le più famose acropoli dell’antichità, insieme alle coeve Micene, Pergamo di Troia e Cadmea di Tebe. La città raggiunse un elevato sviluppo nel VI sec. a.C. ma, a seguito della sua ellenizzazione, dovette cambiare il suo nome sicano Inycon, ricordato per l’ultima volta da Erodoto e da Platone (V sec. a.C.), in quello greco di Triokala, citato per la prima volta da Filisto di Siracusa (V sec. a.C.) Subentrati gli Arabi (860-1091) il borgo adottò il nome Qalat al Balat, fortezza costruita sulle balate, cioè sulla pietra spianata (Edrisi), da cui l’odierna Caltabellotta. Oggi Caltabellotta non è più titolare di quel potere politico ed amministrativo che un tempo appartenne alla capitale del regno sicano di Cocalo, ma ha conservato il privilegio di poter dominare (virtualmente) dall’alto del suo Castello Luna tutti i centri urbani che nelle serene notti d’estate, con i loro brillanti luccichìi, segnalano l’area e i confini entro i quali un tempo si ergevano i suoi imponenti castelli. ore 6,00 punto raduno a Caltagirone c/o il PIAZZALE del TRIBUNALE Falcone - Borsellino (si raccomanda vivamente la puntualità: 6.15 in ogni caso partenza) ore 9,30 arrivo a CALTABELLOTTA, incontro con la guida ed inizio vista città Necropoli Sicana (22 tombe a grotticelle, di origine preistorica.) Grotte di San Cono Complesso di grotte abitate sin dal periodo sicano e circondate da una miriade di tombe a grotticella), Ruderi della chiesa di San Benedetto, Altare sacrificale del Dio Kronos (E’ un altare a doppia scalinata usato in età greca e romana), Il Castello e la Torre Normanna Sotto l'imponente mole dell'alta rupe (m. 950) che domina l'abitato, l'ultimo malinconico avanzo del castello normanno, edificato sui resti di un precedente fortilizio arabo, La Badia, antico monastero delle benedettine di Santa Maria di Valverde ,U irtusu (Apertura naturale nella roccia che mette in comunicazione, nella parte più alta, il versante nord con quello sud del paese, Il Palazzo Bona (Il più importante palazzo nobiliare di Caltabellotta ore 13,00 Pranzo in ristorante. ore 15.00 Continua visita di Caltabellotta, Chiesa della Matrice (Cattedrale) (fondata da Ruggero normanno sin dal 1061),Chiesa del San Salvatore ( chiesetta di fondazione Normanna) Chiesa del Collegio (recentemente restaurata, offre da vedere numerose opere d'arte al suo interno) Chiesa dell'Itria La Chiesa dell’Itria sorge nel cuore del centro storico di Caltabellotta e presumibilmente il suo primo impianto si può far risale tra la fine del Cinquecento. ore 18.00 circa partenza per rientro a Caltagirone il presidente SERGIO ANFUSO Il Programma Potrebbe Subire Alcune Modifiche secondo indicazioni delle guida e del tempo. info e prenotazioni : caltagirone@siciliantica.it


06/03/2016

visita guidata a Roccavaldina , l'antica farmacia e il castello De Spucches

DOMENICA 6 MARZO Ci recheremo a Roccavaldina, paesino di 1150 abitanti, prospiciente il Mar Tirreno, a 30 km da Messina. Guidati da giovani del luogo, visiteremo dapprima il Museo dell’Antica Farmacia. La collezione è composta da 238 vasi, suddivisi in anfore, albarelli grandi, medi e piccoli, fiasche e brocchette. Su molti di essi sono dipinte scene bibliche mitologiche e storiche tratte da originali bozze degli affreschi di Raffaello nelle Logge Vaticane. Visiteremo quindi il castello che si trova al centro del piccolo paese, di cui un tempo rappresentò il simbolo del potere feudale e che prende il nome da esso o dalla famiglia De Spucches, che lo ebbe in concessione feudale. La sua posizione geografica - arroccato sullo scoscendimento di una collina - ne fa uno splendido punto di osservazione del territorio circostante: alle sue finestre lo sguardo può spaziare dalla piana di Milazzo verso il golfo fino a perdersi all'orizzonte nel suggestivo scenario delle isole Eolie, che si scorgono nitide nelle giornate più limpide. Ancora oggi si distinguono nettamente le due parti del maniero: il castello, nella parte anteriore, caratterizzato dall’essenzialità, un modulo di chiara tipologia militare dalla planimetria interna rigidamente simmetrica, spoglio di ogni apparato residenziale ed il palazzo baronale con caratteristiche abitative, addossato sul retro. Dopo la sosta pranzo in trattoria, lungo la via del ritorno, lasceremo per un paio di ore l’autostrada Messina – Catania, per raggiungere il paesino di Alì, piccolo centro posto a 450 m di quota, dove, a discapito dei neanche 1000 abitanti, sorge una grandiosa chiesa dei primi del Seicento, intitolata a S. Agata, insignita del titolo di Duomo. Appuntamento alle 7.30 al Bar Ottagono di Mascalucia e quindi alle 8.00 a Piazza G. Verga. Il ritorno è previsto per le 19 circa. . Compatibilmente con la rimanenza di posti, è possibile prenotare fino alla sera di giovedì 3 marzo, scrivendo alla casella mail catania@siciliantica.it - L’appuntamento è valido con qualsiasi tempo. Il presidente della Sede di Catania (Francesco Perticone)


26/02/2016

Agata Sandrone Presidente della nuova sede di SiciliAntica di Isola delle Femmine

Gli scopi associativi e gli alttri membri della nuova sede


24/02/2016

Conferenza dal titolo: "Per forza o per fede, Storie di conversioni dall'ebraismo al cristianesimo a Bisanzio alla fine del IX secolo".

Seminario su Arte e Cultura Ebraica in Sicilia


22/02/2016

S.O.S. Sicilia , patrimonio culturale in via di estinzione ?

La domanda sorge spontanea se, da qualche tempo a questa parte, digitando “Beni culturali siciliani” nei motori di ricerca più noti e diffusi del web, si trovano innumerevoli articoli che denunciano il gravissimo stato di degrado del patrimonio culturale siciliano (che non risparmia nessuna area dell’Isola) e nei quali viene data voce sia ad esponenti di spicco del mondo della cultura e della politica, sia a diverse Associazioni di volontariato che da sempre hanno a cuore il futuro delle testimonianze del nostro passato. Anche SiciliAntica, un’Associazione culturale che da vent’anni opera nel territorio siciliano per la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali isolani, ha affrontato il problema in numerose occasioni, tentando peraltro di dialogare con le Istituzioni Regionali preposte, proponendo soluzioni che non hanno mai ricevuto alcun riscontro concreto. Di recente l’Associazione ha presentato una petizione al Parlamento Europeo (si può leggere il testo collegandosi al sito web www.siciliantica.eu) per chiedere un suo urgente intervento sulla vexata quaestio e, nel documento, sono state elencate alcune criticità (Tempio di Segesta, Castello Svevo di Augusta, Duomo Normanno di Naro, Castello di Lombardia di Enna, Teatro Greco di Taormina, Torre di Isola delle Femmine, castelluccio di Gela, siti archeologici di Sofiana (Mazzarino), di Vassallaggi (San Cataldo), di Gibil Gabib (Caltanissetta), Villa romana del Tellaro a Noto), estrapolate da una lunga lista, che attestano una situazione veramente deprecabile, divenuta ormai intollerabile. SiciliAntica ha anche denunciato lo stato di degrado, incuria e cattiva amministrazione in cui versano i sei siti UNESCO siciliani (Valle dei Templi di Agrigento, Villa romana del Casale di Piazza armerina, Pantalica, Val di Noto e isole Eolie) abbandonati all’aggressione continua, al disinteresse, alle inadempienze, al mancato rispetto degli impegni presi, al vuoto progettuale e di proposta per salvare e valorizzare questi patrimoni unici, che il mondo ci invidia. Purtroppo, uno di questi “gioielli”, il Castello di Augusta, è stato posto recentemente sotto sequestro dalla Procura di Siracusa, a seguito della denuncia di Italia Nostra, perché, secondo l’autorità giudiziaria, "i mancati interventi, relativi ai pericoli di crollo della struttura" hanno creato "un grave rischio per l'incolumità pubblica". Gli specialisti della Soprintendenza avevano più volte evidenziato, in maniera qualificata, che le lesioni esterne della struttura "sono dovute all'omissione dei lavori necessari che costituiscono la causa del deterioramento", ma la Regione non è mai intervenuta per mettere in sicurezza l’immobile. La denuncia, rileva la Procura di Siracusa, è "stata riscontrata" dagli accertamenti dei Carabinieri, delegati alle indagini. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta e quattro dirigenti regionali sono indagati per omissione di atti d'ufficio, danneggiamento del patrimonio archeologico, storico e artistico e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina. Ma “la ciliegina sulla torta” in questo quadro che possiamo definire disastroso è la notizia, recente anche questa, che l’ARS ha approvato in bilancio una spesa per manutenzione e spese ordinarie pari a 3,5 milioni di euro per siti e musei (110 in tutto). Un investimento risibile che rende impossibile la gestione ordinaria, per non parlare della tanto sbandierata “valorizzazione” per la quale, manco a dirlo, non rimane neanche un euro. Questa è l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che, nonostante i ripetuti allarmi lanciati da più parti, il Governo Regionale continua a non rispondere e sembra non preoccuparsi assolutamente di quello che accade e che potrebbe accadere ai “tesori” della nostra Isola in un futuro prossimo, se non si corre subito ai ripari. Volere è potere: non è la mancanza di risorse, non è la mancanza di personale e non è neanche l’assenza di soluzioni e progetti che sta portando il patrimonio culturale siciliano verso “l’estinzione”, ma è soltanto il totale disinteresse dei nostri governanti verso un settore che dovrebbe essere trainante per la zoppicante economia isolana . Simona Modeo Presidente SiciliAntica


19/02/2016

Visita guidata a Firenze

Programma in pdf scaricabile


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