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26/02/2016

Agata Sandrone Presidente della nuova sede di SiciliAntica di Isola delle Femmine

Gli scopi associativi e gli alttri membri della nuova sede


24/02/2016

Conferenza dal titolo: "Per forza o per fede, Storie di conversioni dall'ebraismo al cristianesimo a Bisanzio alla fine del IX secolo".

Seminario su Arte e Cultura Ebraica in Sicilia


22/02/2016

S.O.S. Sicilia , patrimonio culturale in via di estinzione ?

La domanda sorge spontanea se, da qualche tempo a questa parte, digitando “Beni culturali siciliani” nei motori di ricerca più noti e diffusi del web, si trovano innumerevoli articoli che denunciano il gravissimo stato di degrado del patrimonio culturale siciliano (che non risparmia nessuna area dell’Isola) e nei quali viene data voce sia ad esponenti di spicco del mondo della cultura e della politica, sia a diverse Associazioni di volontariato che da sempre hanno a cuore il futuro delle testimonianze del nostro passato. Anche SiciliAntica, un’Associazione culturale che da vent’anni opera nel territorio siciliano per la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali isolani, ha affrontato il problema in numerose occasioni, tentando peraltro di dialogare con le Istituzioni Regionali preposte, proponendo soluzioni che non hanno mai ricevuto alcun riscontro concreto. Di recente l’Associazione ha presentato una petizione al Parlamento Europeo (si può leggere il testo collegandosi al sito web www.siciliantica.eu) per chiedere un suo urgente intervento sulla vexata quaestio e, nel documento, sono state elencate alcune criticità (Tempio di Segesta, Castello Svevo di Augusta, Duomo Normanno di Naro, Castello di Lombardia di Enna, Teatro Greco di Taormina, Torre di Isola delle Femmine, castelluccio di Gela, siti archeologici di Sofiana (Mazzarino), di Vassallaggi (San Cataldo), di Gibil Gabib (Caltanissetta), Villa romana del Tellaro a Noto), estrapolate da una lunga lista, che attestano una situazione veramente deprecabile, divenuta ormai intollerabile. SiciliAntica ha anche denunciato lo stato di degrado, incuria e cattiva amministrazione in cui versano i sei siti UNESCO siciliani (Valle dei Templi di Agrigento, Villa romana del Casale di Piazza armerina, Pantalica, Val di Noto e isole Eolie) abbandonati all’aggressione continua, al disinteresse, alle inadempienze, al mancato rispetto degli impegni presi, al vuoto progettuale e di proposta per salvare e valorizzare questi patrimoni unici, che il mondo ci invidia. Purtroppo, uno di questi “gioielli”, il Castello di Augusta, è stato posto recentemente sotto sequestro dalla Procura di Siracusa, a seguito della denuncia di Italia Nostra, perché, secondo l’autorità giudiziaria, "i mancati interventi, relativi ai pericoli di crollo della struttura" hanno creato "un grave rischio per l'incolumità pubblica". Gli specialisti della Soprintendenza avevano più volte evidenziato, in maniera qualificata, che le lesioni esterne della struttura "sono dovute all'omissione dei lavori necessari che costituiscono la causa del deterioramento", ma la Regione non è mai intervenuta per mettere in sicurezza l’immobile. La denuncia, rileva la Procura di Siracusa, è "stata riscontrata" dagli accertamenti dei Carabinieri, delegati alle indagini. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta e quattro dirigenti regionali sono indagati per omissione di atti d'ufficio, danneggiamento del patrimonio archeologico, storico e artistico e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina. Ma “la ciliegina sulla torta” in questo quadro che possiamo definire disastroso è la notizia, recente anche questa, che l’ARS ha approvato in bilancio una spesa per manutenzione e spese ordinarie pari a 3,5 milioni di euro per siti e musei (110 in tutto). Un investimento risibile che rende impossibile la gestione ordinaria, per non parlare della tanto sbandierata “valorizzazione” per la quale, manco a dirlo, non rimane neanche un euro. Questa è l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che, nonostante i ripetuti allarmi lanciati da più parti, il Governo Regionale continua a non rispondere e sembra non preoccuparsi assolutamente di quello che accade e che potrebbe accadere ai “tesori” della nostra Isola in un futuro prossimo, se non si corre subito ai ripari. Volere è potere: non è la mancanza di risorse, non è la mancanza di personale e non è neanche l’assenza di soluzioni e progetti che sta portando il patrimonio culturale siciliano verso “l’estinzione”, ma è soltanto il totale disinteresse dei nostri governanti verso un settore che dovrebbe essere trainante per la zoppicante economia isolana . Simona Modeo Presidente SiciliAntica


19/02/2016

Visita guidata a Firenze

Programma in pdf scaricabile


18/02/2016

Beni Culturali e Impresa

BENI CULTURALI & IMPRESA Questo è il titolo del progetto pluriennale, iniziato nello scorso anno scolastico, che quest’anno vede impegnati gli alunni del primo biennio dell’istituto Tecnico Economico “G. Russo” di Paternò diretto dalla Dott.ssa Concetta Centamore. Il progetto, coordinato dalla referente ai Beni Culturali prof.ssa Carmela Ligresti, si svolge in sinergia con la Soprintendenza ai BB.CC.AA. e Identità Siciliana - Unità Operativa 5 Archeologica di Catania nella persona del funzionario archeologo Dott.ssa Michela Ursino -, la Presidenza Regionale dell’Associazione SiciliAntica rappresentata dal Responsabile Regionale Giovani dell’Associazione Giuseppe Barbagiovanni, il Comune di Paternò, nelle persone del Sindaco Prof. Mauro Mangano, dell’Avv. Valentina Campisano assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione. Il progetto si propone di realizzare un percorso formativo curriculare che accompagni gli alunni, dalla prima alla quinta classe dell’Istituto, verso una conoscenza più approfondita e concreta delle nostre radici storiche, al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale, nel rispetto delle leggi. Quest’anno le attività inizieranno in maniera singolare, visto l’improvviso risveglio delle Salinelle dei Cappuccini a Paternò. Giovedì 18 c.m., alle nove in punto, 250 ragazzi del biennio dell’Istituto Tecnico Economico “G. Russo” di Paternò, accompagnati dai loro docenti, si recheranno presso la collina di San Marco per un’escursione molto particolare, guidati dal Presidente Prof. Mimmo Chisari e dai soci della locale sede di SiciliAntica. Gli studenti, armati di scarponi, zaini, macchine fotografiche e tanta voglia di apprendere, visiteranno i luoghi che destarono stupore già dalla metà del XVIII sec., così come risulta dalla preziosa testimonianza del viaggiatore francese Jean Houel, il quale, visitando l’area, scrisse: “Le sorgenti sono molto più ricche di acqua d’estate che di inverno e sempre durante questo periodo esse depositano una maggiore quantità di sale, questo è così abbondante che gli abitanti lo raccolgono…” e proseguendo nelle sue annotazioni, si meraviglia come “tante acque abbiano acquisito qualità diverse e come un terreno così limitato possa racchiudere elementi tanto differenti come gesso, alabastro, bitume, sale, ferro, argilla e zolfo…le persone che abitano nei pressi di queste sorgenti mi hanno assicurato che le loro acque hanno qualità particolari per la tintura e che essi le impegnano per questo”. In effetti egli si riferiva alla concentrazione di tre differenti tipi di sorgenti in quest’area: sorgenti di normale acqua potabile, sorgenti di acqua carbonizzata e sorgenti di acqua carbonizzata e fango, tutte concentrate in un’area di 30.000 metri quadrati; questo fenomeno naturale, infatti, è unico nell’intera regione etnea. Nel volume “Il Museo Gaetano Savasta e le aree archeologiche del territorio di Paternò”, Laura Maniscalco afferma che la facilità di accesso a risorse importanti come il sale, l’acqua calda e l’argilla, probabilmente furono la motivazione per la scelta di questo sito come insediamento antropologico fin dal neolitico ed è la ragione per cui questa zona è stata frequentata per millenni dalla comunità indigena. Il tour culturale partirà dal museo “Gaetano Savasta” sezione etnoantropologica, dove i ragazzi potranno conoscere il passato osservando i vecchi attrezzi utilizzati dai nostri avi prima dell’avvento della meccanizzazione, utensili di un tempo che hanno aiutato gli artigiani dell’epoca a forgiare capolavori intramontabili. Al museo "Gaetano Savasta" le attività vedranno la partecipazione delle "Piccole Guide Marconine", giovanissimi studenti delle classi terze di scuola secondaria di I grado dell'I.C. "Marconi" di Paternò. Successivamente essi si sposteranno presso la Fonte Maimonide, caratterizzata per l’incessante “ebollizione” dell’acqua dovuta all’abbondante presenza di anidride carbonica in forma gassosa libera e al contenuto di minerali composti del ferro e del magnesio che, precipitando, danno origine a sedimenti giallo-rossastri. Da ciò deriva l’appellativo di “acqua grassa”. Visiteranno poi un’altra sorgente, questa volta di acqua potabile, detta “Monafria” collegata alla “Luppinarè”, luogo dove si producono ancora oggi i lupini salati, vanto e orgoglio paternese, venduti in tutto il circondario. Con un procedimento particolare che ha bisogno di un’enorme quantità d’acqua corrente per togliere tutto l’amaro contenuto all’interno di essi, i semi sono immersi nell’acqua per due giorni, successivamente vengono bolliti in enormi “quadaroni” di rame e reimmersi nuovamente in acqua per almeno altri due giorni. Infine, salati e confezionati, sono pronti per la vendita. Si passerà poi alla visita delle ultime sorgenti, questa volta di acqua fangosa, le così dette “salinelle dei Cappuccini”. Nell’articolo scientifico “I vulcani di fango di Paternò e Belpasso, sul basso versante sud-occidentale etneo”, gli autori Pietro Carveni e Santo Benfatto scrivono: “si tratta di edifici troncoconici con cratere centrale o delle cavità sub-circolari, originati dall'esistenza nel sottosuolo di gas naturali sotto pressione, che tendono a sfuggire attraverso rocce permeabili e/o discontinuità litologiche e/o strutturali, trascinando nel loro movimento fango, frammenti litici e idrocarburi. La genesi dei fanghi è da attribuire al passaggio di acqua attraverso formazioni argillose, con conseguente stemperatura delle argille; a seconda della densità, possono formarsi edifici a tronco di cono dalle pendici più o meno inclinate, colate di fango o depressioni subcircolari. Le acque, spesso ipersaline, danno luogo a incrostazioni di sali, da cui il toponimo di salinelle o salse che viene utilizzato in alcune località interessate da tali fenomeni”. Ultimo sito che sarà visitato dai ragazzi è l’area archeologica della collinetta di San Marco, dove - passeggiando su un tappeto di cocci archeologici - i giovani potranno osservare il sito preistorico oggetto di una serie di importanti scavi condotti dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania, che hanno permesso di identificare un insediamento preistorico - purtroppo in parte distrutto da sbancamenti operati pochi anni orsono - con strutture comprese tra l’età neolitica e l’età del bronzo. Inoltre, grazie alla gentile concessione dei proprietari Sigg. D’Amore, nell’area archeologica gli studenti avranno l’opportunità di visitare il sito dell’antico edificio termale datato tra il I e II sec. d.C., scoperto sulla sommità del promontorio della collina. Nelle terme si utilizzava il fango delle salinelle, già elemento della farmaceutica antica, sia per le sue specifiche virtù sia come base associata ad altri componenti. Gli alunni avranno la possibilità di poter rivolgere i loro quesiti agli esperti presenti e di scattare fotografie, per raccogliere documenti da utilizzare successivamente a partire dal 3° anno di corso, secondo le specificità degli indirizzi attivi nell’istituto, misurandosi nella realizzazione di uno o più modelli di impresa, che coniughino cultura e business, per la valorizzazione socio-culturale ed economica del territorio e dei suoi abitanti. Con le medesime finalità di valorizzazione del territorio e delle sue risorse, nel prossimo mese di giugno partirà un progetto laboratoriale didattico, coordinato dalla prof.ssa Maria Pia Scuderi, che vedrà impegnati gli studenti delle classi terze e quarte in attività di conoscenza, studio e salvaguardia del patrimonio archeologico della collina di San Marco. L’APAS di Paternò contribuirà, attraverso i propri volontari, alla sicurezza e all’assistenza sanitaria degli studenti impegnati nel percorso, mettendo anche a disposizione mezzi e attrezzature per gli allievi con difficoltà di deambulazione. Mauro Mangano Sindaco di Paternò Concetta Centamore Dirigente Scolastico I.T.E. “G. Russo” Paternò Giuseppe Barbagiovanni Responsabile Regionale Giovani SiciliAntica PS. Per ulteriori informazioni contattare Giuseppe Barbagiovanni cel. 368 663044


16/02/2016

Seminario : Termini Imerese nella Preistoria

Leggi il programma dei seminari


14/02/2016

Altavilla Milicia Visita guidata al Museo del Santuario Domenica 14 Febbraio 2016

Nell'ambito del Seminario di Etnoantropologia


13/02/2016

Cristiani e Musulmani nella Sicilia normanna

Le Associazioni Culturali Archeoclub Avola e SiciliAntica Avola e il Comune di Avola Presentano: “Cristiani e Musulmani nella Sicilia normanna” Di Ferdinando Raffaele, Carlo Ruta, Sebastiano Tusa. Relatori: Dott. Ferdinando Raffaele, autore; Dott. Carlo Ruta, autore; Dott. Sebastiano Tusa, autore; Dott. Spartaco D’Agata, presidente SiciliAntica Avola; Dott. ssa Clara Artale, presidente Archeoclub Avola. Moderatore: Dott. Paolo Oddo, direttore della Biblioteca Comunale. sabato 13 febbraio 2016 Palazzo di Città , ore 17


13/02/2016

Iconografia popolare , veicolo di devozione di Sante Martiri della Sicilia Orientale

Assostampa provincia di Catania - SiciliAntica provincia di Catania sabato 13 febbraio 2016 ore 16,30 sala E/7 centro fieristico Le Ciminiere di Viale Africa a Catania: ICONOGRAFIA POPOLARE , VEICOLO DI DEVOZIONE DI SANTE MARTIRI DELLA SICILIA ORIENTALE, Conversazione di Monsignor Gaetano Zito Vicario Episcopale per la Cultura della Diocesi di Catania. intervengono Daniele Lo Porto Segretario Provinciale Assostampa e Piero Butera Presidente Provinciale SiciliAntica


06/02/2016

SiciliAntica recupera un'ancora romana

Sotto la Direzione della Soprintendenza del Mare è stata recuperata dai volontari della Sede SiciliAntica di Castellammare del Golfo un’ancora litica di epoca romana. Erano presenti l’assessore Marilena Barbara, la Capitaneria di Porto di Castellammare e il Presidente di SiciliAntica Ignazio Sottile. “Un plauso a SiciliAntica per il recupero effettuato a titolo di volontariato. Quest’ancora rappresenta un prezioso reperto che a seguito della nota della Soprintendenza del Mare è stato acquisito dal comune. Adesso – spiega ad Alqamah.it l’assessore Marilena Barbara – sarà esposto nei locali del museo del Castello Arabo Normanno, arricchendo il museo che oggi rappresenta un motivo di orgoglio per il nostro paese.“


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